L'urgenza che mi ha spinto a scrivere questo saggio la si ritrova nel sottotitolo stesso. Insomma ritenevo giusto e sacrosanto che un capolavoro senza tempo, qual è senz'altro "Maison Ikkoku", meritasse una disamina più attenta e puntuale di quanto non si sia fatto in questi decenni. È infatti innegabile che il più delle volte si sprechino fiumi di parole, e non sempre d'elogio, su "anime" di generi affatto diversi da quello trattato in questa sede, e che attengono perlopiù alla sfera del fantastico (fantasy, horror e fantascienza). Laddove "Maison Ikkoku", volendo proprio incasellarla in un genere specifico, è una semplice e vivace commedia sentimentale per adulti, o, com'ebbero a definirla gli autori della prima storica enciclopedia italiana del cartoon giapponese, soap opera/umoristico. Inoltre, posso sbagliarmi, ma nel momento in cui scrivo non mi risulta esserci in commercio alcuna pubblicazione monografica su questa memorabile serie televisiva. Un vuoto che questo libro, per quanto "ino", nel suo piccolo si augura di poter colmare. (Dall'Introduzione)